Sportello unico OSS ampliato 2028: Amazon FBA, stock multi-paese e trasferimento di beni propri

Sportello unico OSS ampliato 2028: Amazon FBA, stock multi-paese e trasferimento di beni propri

9 min di lettura

Lo sportello unico OSS ampliato entrerà in vigore il 1° luglio 2028 e cambierà il modo in cui un venditore e-commerce gestisce l'IVA sugli stock distribuiti in più paesi. In pratica, un nuovo regime di trasferimento di beni propri permetterà di dichiarare i movimenti di stock intra-UE tramite un'unica dichiarazione OSS mensile, senza aprire una partita IVA locale in ogni paese di stoccaggio. Per un venditore Amazon FBA oggi identificato in 5, 7 o 9 paesi, la posta in gioco si conta in migliaia di euro di conformità annua e in settimane di adempimenti evitati, a patto di distinguere bene ciò che questa riforma IVA ViDA semplifica da ciò che lascia invariato.

Sono Jim, Specialista IVA presso Eurofiscalis. Accompagno le aziende francesi e internazionali nella gestione delle loro operazioni in Europa.

Che cos'è lo sportello unico OSS, e perché oggi non basta

Lo sportello unico OSS (One-Stop Shop) è un portale che permette a un venditore di dichiarare e versare, tramite un solo Stato membro, l'IVA dovuta sulle vendite B2C effettuate in tutta l'Unione europea. Evita di aprire una partita IVA in ogni paese in cui si trovano i suoi clienti. Dal 2021 copre le vendite a distanza intracomunitarie di beni B2C, con una soglia unica di 10 000 € oltre la quale l'IVA è dovuta nel paese di consumo.

Questa soglia non cambia con la riforma. Ciò che conta è quello che l'OSS non copre oggi. L'OSS gestisce le vendite transfrontaliere, quelle in cui il bene parte da un paese verso un cliente situato in un altro. Ignora invece le vendite locali: quando vendi a un cliente tedesco a partire da uno stock già situato in Germania, l'operazione è una vendita interna domestica. Resta imponibile fin dal primo euro nel paese dello stock, e richiede una partita IVA locale.

È esattamente il muro contro cui va a sbattere ogni venditore che stocca la merce in più paesi. Lo sportello unico resta comunque il mattone di base su cui la riforma si costruisce, perciò conviene padroneggiarne il funzionamento attuale prima di guardare al 2028.

Cosa impone davvero lo stoccaggio multi-paese (il caso Amazon FBA)

Un venditore nel programma Amazon Pan-EU affida i propri stock ad Amazon, che li distribuisce nei suoi magazzini in base alla domanda. Risultato concreto: i tuoi prodotti possono trovarsi contemporaneamente in Germania, Polonia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e altri Stati. Ogni paese di stoccaggio fa scattare due obblighi.

Primo obbligo: una partita IVA locale in ogni paese in cui i tuoi beni sono stoccati, perché non appena lì è presente uno stock, sono possibili vendite domestiche. Secondo obbligo: ogni spostamento della merce da un magazzino all'altro è un trasferimento di beni assimilato a una cessione intracomunitaria nel paese di partenza e a un acquisto intracomunitario nel paese di arrivo. Devi dichiarare questi movimenti, anche se stai vendendo a te stesso.

Un venditore Pan-EU attivo si ritrova così con cinque, sette o nove numeri di partita IVA, altrettante dichiarazioni periodiche, elenchi riepilogativi e soglie Intrastat da monitorare. È pesante, costoso e fonte di errori.

Cosa cambia la riforma ViDA al 1° luglio 2028: l'OSS ampliato

A partire dal 1° luglio 2028, l'OSS amplia il proprio perimetro. Non sostituisce il dispositivo attuale, lo estende. È il terzo pilastro della riforma ViDA (VAT in the Digital Age), adottata dal Consiglio dell'Unione europea l'11 marzo 2025 con la Direttiva (UE) 2025/516.

L'OSS ampliato coprirà d'ora in poi:

  • le cessioni domestiche di beni B2C effettuate da un venditore non stabilito nel paese di consumo, esattamente il punto cieco descritto sopra;
  • tutti i servizi B2C resi da un operatore non stabilito;
  • le operazioni di installazione e montaggio destinate ai privati;
  • le vendite di beni a bordo di navi, aeromobili e treni.

Per l'e-commerce, l'estensione alle vendite domestiche B2C del non stabilito è la vera svolta. Un venditore che smaltisce il suo stock italiano presso clienti italiani potrà, a determinate condizioni, dichiarare questa IVA tramite l'OSS anziché tramite una partita IVA locale. Una precisazione di calendario: l'OSS si apre a gas, elettricità, riscaldamento e raffreddamento per i privati già dal 1° gennaio 2027, un anno prima del grosso del dispositivo.

Il regime di trasferimento di beni propri: il vero punto di svolta per lo stock

Il trasferimento di beni propri è un nuovo regime speciale dell'OSS, creato dagli articoli 369xa a 369xk della direttiva IVA (Direttiva UE 2025/516), con le modalità tecniche fissate dal Regolamento di esecuzione UE 2026/1869, applicabile dal 1° luglio 2028. Riguarda i movimenti di stock di un'impresa verso se stessa attraverso l'Unione, esattamente gli spostamenti tra magazzini di un venditore FBA.

Il principio è semplice. Anziché dichiarare ogni trasferimento come una cessione intracomunitaria assimilata in un paese e un acquisto nell'altro, con le partite IVA che ciò comporta, riporti l'insieme dei tuoi movimenti di stock intra-UE su un'unica dichiarazione OSS mensile dedicata. Il trasferimento e il corrispondente acquisto intracomunitario sono esenti, il che garantisce la neutralità dell'IVA. Questi movimenti escono anche dagli elenchi riepilogativi.

L'effetto è diretto: non hai più bisogno di aprire una partita IVA in un paese solo perché vi stocchi i tuoi beni.

La condizione da non trascurare: il diritto a detrazione integrale

Il regime è opzionale, ma condizionato. È accessibile solo se disponi di un diritto a detrazione integrale nello Stato membro di arrivo dello stock. I beni di investimento e, più in generale, i beni che non aprono un diritto a detrazione completa nel paese di arrivo sono esclusi dal regime.

Traduzione concreta: se nel paese di arrivo hai IVA a monte da recuperare o un diritto a detrazione solo parziale, il regime di trasferimento di beni propri non si applica e la partita IVA locale torna necessaria. Questo punto tecnico separa le pratiche semplici da quelle che richiedono un'analisi.

Amazon FBA Pan-EU: la situazione prima e dopo il 2028

La tabella qui sotto riassume il passaggio per un venditore FBA che stocca in sei paesi.

ElementoPrima del 1° luglio 2028Dal 1° luglio 2028
Partite IVA localiUna per paese di stoccaggio (spesso 5-9)Potenzialmente una sola, a determinate condizioni
Trasferimenti tra magazziniCessioni e acquisti assimilati da dichiarare localmenteDichiarazione OSS mensile unica (trasferimento esente)
Vendite B2C transfrontaliereOSS Unione (già in vigore)OSS Unione (invariato)
Vendite B2C domestiche da stock localePartita IVA locale obbligatoriaOSS ampliato, per un venditore non stabilito
Vendite B2B localiPartita IVA o inversione contabile secondo il paeseInversione contabile generalizzata (articolo 194)
Call-off stockSemplificazione disponibileRegime soppresso (vedi sotto)

La lettura è chiara: la riforma affronta i due maggiori irritanti del modello FBA, lo stock e le vendite domestiche del non stabilito. Per gestire oggi i tuoi flussi Amazon, il nostro articolo dedicato spiega come dichiarare le vendite Amazon FBA tramite l'OSS nel quadro attuale.

La fine del call-off stock: cosa anticipare

Il regime di call-off stock, chiamato anche stock in conto deposito, scompare. Nessun nuovo accordo potrà essere avviato dopo il 30 giugno 2028. Gli accordi in corso a quella data continueranno a produrre i loro effetti fino al 30 giugno 2029, data di estinzione totale del dispositivo.

Questa semplificazione permetteva di trasferire uno stock presso un cliente identificato in anticipo senza partita IVA immediata nel paese di arrivo. Il nuovo regime di trasferimento di beni propri prende il suo posto, con una logica diversa e un perimetro più ampio.

Serve ancora aprire una partita IVA nel 2028?

Sì, in diversi casi. La riforma riduce fortemente il numero di partite IVA, ma non le elimina. Ecco la griglia decisionale che applico con i miei clienti. Si tratta di una riduzione, non di una soppressione.

Puoi puntare a un'unica identificazione quando: le tue vendite sono B2C, i tuoi stock si spostano tra magazzini UE, e disponi di un diritto a detrazione integrale nei paesi di arrivo. In questo scenario, OSS ampliato e trasferimento di beni propri coprono l'essenziale.

Devi invece conservare o aprire una partita IVA locale quando: importi beni in un paese (l'importatore ha bisogno di un numero IVA locale e, il più delle volte, di un numero EORI), il tuo diritto a detrazione nel paese di arrivo non è integrale, oppure realizzi operazioni fuori dal perimetro dell'OSS.

Per il B2B la logica è diversa. A partire dal 1° luglio 2028, l'inversione contabile diventa obbligatoria nei 27 Stati membri quando il fornitore è non stabilito e non identificato e il cliente è identificato ai fini IVA locale. È il cliente che applica l'inversione contabile, e il fornitore non deve più aprire una partita IVA per questo flusso. Questo meccanismo dell'articolo 194 obbedisce a condizioni cumulative precise, che dettagliamo nella FAQ qui sotto.

Hai bisogno di supporto per prepararti alla riforma OSS 2028?

La riforma ViDA semplifica la gestione dell'IVA e-commerce, a condizione di individuare con precisione i flussi che l'OSS ampliato e il trasferimento di beni propri assorbono, e quelli che mantengono una partita IVA locale. I nostri specialisti mappano i tuoi stock e le tue vendite paese per paese, poi dimensionano la tua conformità per il 2028.

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Domande frequenti

L'OSS copre il mio stock Amazon distribuito in più paesi?

Oggi no. Ogni paese di stoccaggio impone una partita IVA locale e la dichiarazione dei trasferimenti tra magazzini. A partire dal 1° luglio 2028, il regime di trasferimento di beni propri permetterà di dichiarare questi movimenti tramite un'unica dichiarazione OSS mensile, a condizione di un diritto a detrazione integrale nel paese di arrivo.

Che cos'è il trasferimento di beni propri ai fini IVA?

È un regime speciale dell'OSS, applicabile dal 1° luglio 2028, che copre i movimenti di stock di un'impresa verso se stessa attraverso l'Unione. Il trasferimento e il corrispondente acquisto intracomunitario sono esenti, e l'impresa non deve più aprire una partita IVA locale solo perché vi stocca i propri beni.

Serve ancora una partita IVA locale nel 2028?

Sì in diversi casi: per importare beni in un paese, quando il diritto a detrazione non vi è integrale, o per operazioni fuori dal perimetro OSS. La riforma riduce fortemente il numero di identificazioni senza eliminarle tutte. Un rappresentante fiscale in Italia o nel tuo paese target mette in sicurezza questi casi residui.

Il call-off stock scompare davvero?

Sì. Nessun nuovo accordo di call-off stock potrà essere avviato dopo il 30 giugno 2028, e il dispositivo si estingue totalmente il 30 giugno 2029. Il regime di trasferimento di beni propri lo sostituisce con un perimetro più ampio. Un audit dei tuoi stock prima della metà del 2028 è vivamente consigliato.

Qual è la differenza tra OSS, IOSS e partita IVA locale?

L'OSS dichiara l'IVA delle vendite B2C intra-UE tramite un solo portale. L'IOSS riguarda le importazioni di beni B2C di valore modesto, fino a 150 €. La partita IVA locale resta necessaria per l'importazione, il recupero dell'IVA a monte e le operazioni fuori OSS. I tre si completano, non si sostituiscono a vicenda.

L'OSS copre le vendite B2B?

No. L'OSS riguarda le vendite ai privati (B2C). Per il B2B intracomunitario si applica l'inversione contabile, che diventa obbligatoria per i non stabiliti al 1° luglio 2028, secondo il meccanismo dell'inversione contabile ai sensi dell'articolo 194.

La soglia di 10 000 € cambia con la riforma?

No. La soglia unica di 10 000 € per le vendite a distanza intracomunitarie B2C resta in vigore. Al di sotto, applichi l'IVA del tuo paese. Al di sopra, l'IVA è dovuta nel paese di consumo e si dichiara tramite l'OSS. Questa soglia non si applica alle vendite domestiche a partire da uno stock locale.


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Informazioni sull’autore

Jimmy Sagnier

Business Developer

Business Developer presso Eurofiscalis, Jimmy Sagnier affianca e-commerce e aziende internazionali nella comprensione delle normative IVA europee. Grazie alla sua esperienza sul campo, semplifica tematiche fiscali complesse — rappresentanza fiscale, Intrastat, OSS — per aiutare le imprese a restare conformi e serene nel loro sviluppo all'estero.