Quale procedura scegliere per recuperare l'IVA tedesca?
La procedura dipende da tre elementi: Paese di stabilimento, presenza o meno di una partita IVA tedesca e natura delle operazioni effettuate in Germania. Prima di inserire una fattura, conviene qualificare correttamente la posizione IVA della società. Un rappresentante fiscale in Germania può aiutare a qualificare la posizione e scegliere la procedura corretta. Per il quadro IVA completo, consulta la guida IVA Germania.
| Situazione della società | Canale corretto | Interlocutore |
| Stabilita nell'UE, non stabilita in Germania, senza operazioni imponibili locali | Direttiva 2008/9/CE | Portale elettronico dello Stato di stabilimento |
| Stabilita fuori UE, senza stabile organizzazione né operazioni imponibili locali | 13ª direttiva / procedura BZSt | Bundeszentralamt für Steuern |
| Già identificata ai fini IVA in Germania | Dichiarazioni IVA tedesche | Finanzamt competente |
Attenzione a non confondere le due strade: se sei gia identificato ai fini IVA in Germania, la richiesta tramite 8a o 13a direttiva viene respinta perche l'IVA va detratta nelle dichiarazioni tedesche. Verifica il tuo status prima di scegliere la procedura, altrimenti rischi un rigetto e la perdita di tempo prezioso.
Una società già identificata ai fini IVA in Germania non deve presentare una richiesta di rimborso tramite 8ª o 13ª direttiva. L'IVA sugli acquisti si recupera come IVA detraibile nelle dichiarazioni tedesche, ad esempio nella Umsatzsteuervoranmeldung.
Società UE: richiesta tramite Direttiva 2008/9/CE
Una società italiana, francese, belga o di un altro Stato membro UE presenta la domanda tramite il portale elettronico del proprio Paese. L'amministrazione dello Stato di stabilimento controlla l'ammissibilità formale e trasmette la richiesta alla Germania.
Per usare questa procedura, la società deve in genere:
essere soggetto passivo IVA nel proprio Stato membro;
non avere sede, stabile organizzazione o domicilio fiscale in Germania;
non aver effettuato in Germania operazioni imponibili che impongono un'identificazione IVA locale;
chiedere il rimborso solo per spese professionali connesse alla propria attività economica.
La domanda deve indicare le fatture una per una: fornitore, numero IVA o identificativo fiscale, base imponibile, aliquota, IVA pagata e codice di natura della spesa. Per alcune fatture, il portale richiede anche l'upload dei giustificativi: nella prassi UE, le soglie più citate sono 1.000 EUR di imponibile per le fatture ordinarie e 250 EUR per il carburante.
Prepari le fatture prima di aprire la domanda sul portale. I rigetti arrivano spesso da dettagli banali: destinatario incompleto, indirizzo non coerente, aliquota errata, descrizione troppo generica o numero IVA del fornitore non valido.
Società extra UE: procedura BZSt e reciprocità
Per una società stabilita fuori dall'Unione europea, il rimborso segue il regime della 13ª direttiva e le regole tedesche applicate dal BZSt. Il primo controllo è la reciprocità: la Germania rimborsa l'IVA solo se il Paese di stabilimento concede un trattamento equivalente alle imprese tedesche.
La richiesta extra UE richiede normalmente:
verifica preventiva della reciprocità;
domanda al BZSt secondo le modalità applicabili;
certificato di soggetto passivo rilasciato dall'amministrazione fiscale del Paese di stabilimento;
elenco analitico delle fatture e dei documenti di importazione;
fatture e documenti caricati nel formato richiesto dal BZSt, con possibile richiesta di originali in casi specifici.
Dal 2026, la formulazione corretta non è più "solo carta e originali". Il BZSt orienta la procedura verso il BZSt Online Portal (BOP), con trasmissione elettronica della domanda e upload dei documenti quando richiesto. Gli originali possono comunque essere richiesti dal BZSt o restare necessari in determinate situazioni: il dossier va quindi preparato come fascicolo probatorio completo, non come semplice export contabile.
Per le societa extra UE la finestra e piu stretta e il termine e perentorio: senza certificato fiscale valido o senza accesso al portale BZSt in tempo utile, l'intero anno di IVA e perso. Prepara certificato e credenziali con largo anticipo, perche l'amministrazione tedesca non concede proroghe per ritardi imputabili al richiedente.
La scadenza extra UE è più corta: 30 giugno N+1 per l'IVA maturata nell'anno N. Il termine non va trattato come una deadline amministrativa flessibile: se manca un certificato fiscale o un accesso BOP, il rischio è perdere l'anno.
Se la società ha una partita IVA tedesca
Una partita IVA tedesca cambia la logica del recupero. Se la società effettua operazioni imponibili in Germania, detrae l'IVA sugli acquisti nelle dichiarazioni IVA locali e compensa l'importo con l'IVA a debito sulle vendite.
Il caso è frequente per:
stock in Germania, inclusi flussi marketplace o logistica locale;
vendite domestiche tedesche;
installazioni, montaggi o prestazioni localizzate in Germania;
importazioni seguite da vendite locali;
obblighi IVA tedeschi già attivi presso un Finanzamt.
Se il saldo della dichiarazione è a credito, il rimborso passa dal Finanzamt competente. Non serve, e di norma non è corretto, aprire una pratica separata di rimborso per società estera.
Scadenze, soglie e tempi di rimborso
Le scadenze vanno gestite come elementi di cash-flow. Una domanda formalmente corretta ma inviata tardi non viene salvata dal fatto che l'IVA sia effettivamente detraibile.
| Elemento | Regola operativa |
| Società UE | Domanda entro il 30 settembre N+1 |
| Società extra UE | Domanda entro il 30 giugno N+1 |
| Periodo breve | Minimo 400 EUR |
| Domanda annuale o saldo anno | Minimo 50 EUR |
| Decisione legale | In linea generale 4 mesi dalla ricezione completa |
| Tempi pratici | Spesso 4-8 mesi, più lunghi se il BZSt chiede integrazioni |
Esempio: per fatture tedesche del 2025, una società UE deve presentare la domanda entro il 30 settembre 2026. Una società extra UE deve anticipare il fascicolo entro il 30 giugno 2026.
Quali spese tedesche sono rimborsabili?
L'IVA è rimborsabile solo se la spesa è professionale, documentata e detraibile secondo le regole tedesche. Non basta che la fattura riporti IVA al 19% o al 7%: la spesa deve essere collegata all'attività economica e la fattura deve essere conforme.
Spese spesso ammissibili:
fiere, stand, noleggio spazi, elettricità e servizi tecnici;
hotel e pernottamenti professionali;
trasporti, pedaggi e logistica;
formazione e servizi professionali;
noleggio di veicoli utilitari;
alcune spese di ristorazione, se documentate e deducibili secondo le regole tedesche.
Spese spesso escluse o contestate:
spese private o miste non giustificate;
spese di rappresentanza eccessive;
veicoli turismo e costi collegati, secondo l'uso effettivo;
carburante in alcuni casi, soprattutto nelle procedure extra UE;
fatture con dati incompleti, aliquota errata o beneficiario non identificabile.
Separi le fatture tedesche per natura di spesa prima di presentare la domanda. Un fascicolo ordinato per codici di spesa riduce le richieste di chiarimento e accelera la revisione.
Come ridurre il rischio di rigetto
La domanda va costruita come un fascicolo fiscale, non come un elenco di PDF. Il BZSt o l'amministrazione tedesca verificano coerenza, diritto alla detrazione e rispetto dei termini.
Controlli da fare prima dell'invio:
nome e indirizzo della società identici ai dati fiscali;
identificativo del fornitore tedesco presente e coerente;
data, numero fattura, imponibile, aliquota e IVA leggibili;
spesa collegata all'attività imponibile della società;
nessuna partita IVA tedesca attiva per operazioni che richiedono dichiarazione locale;
certificato fiscale aggiornato per società extra UE;
documenti caricati nel formato e nella sequenza richiesti.
Una fattura corretta dopo il rigetto non salva la domanda se la scadenza e gia trascorsa o la decisione e diventata definitiva. Controlla la conformita delle fatture piu rilevanti prima dell'invio, non durante un eventuale contenzioso, perche a quel punto il margine di recupero e spesso nullo.
Una fattura corretta dopo il rigetto non risolve sempre il problema se la scadenza è già passata o se la decisione è diventata definitiva. Le fatture critiche vanno sanate prima dell'invio, non durante il contenzioso. Consulta la nostra guida sulla dichiarazione IVA in Germania.
Sono Jim, Specialista IVA presso Eurofiscalis. Accompagno le aziende francesi e internazionali nella gestione delle loro operazioni in Europa. Scopri come ottenere una partita IVA in Germania.
Domande frequenti
Quanto tempo richiede il rimborso IVA in Germania?
Qual è la scadenza per una società UE?
Qual è la scadenza per una società extra UE?
Una società con partita IVA tedesca può usare la procedura di rimborso?
Le fatture originali sono sempre obbligatorie?
Quali aliquote IVA si recuperano in Germania?
Perché una domanda viene respinta?
Paesi interessati